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Solare, disponibile, simpatica e una punta glam nel look in pieno stile Rettore. L’abbiamo incontrata nel backstage per la rubrica “Una Domenica con…” qualche minuto prima della sua esibizione dal vivo per La Domenica Italiana di Lido Sabbiadoro. Una grande artista, con le sue canzoni eterne che ancora oggi fanno sognare milioni di generazioni. Ironica lo è di sicuro, trasgressiva un po’ meno, o almeno non quando è giù dal palco, luogo prescelto per sfoderare gli artigli e un look nero in pelle seducente per conquistare i suoi fan. E quelli di Sabbiadoro li ha decisamente catturati con la sua voce, cantando i suoi grandi successi ai suoi scatenatissimi e giovani fans de La Domenica Italiana. E guai a chiamarla Donatella.

 

 

SEI SEMPRE SULLA CRESTA DELL’ONDA DOPO 40 ANNI DI CARRIERA. DICCI IL SEGRETO DEL TUO SUCCESSO

Quello di non essere invecchiata con i miei fans. Sono una eterna adolescente. Non ho il complesso di Peter Pan e cerco sempre di crescere. Sono la contraddizione che cerca se stessa.

 

 

HAI INTERPRETATO DEI GRANDI SUCCESSI ASCOLTATI NELLE DISCOTECHE ANCORA OGGI.

Vengo erroneamente collocata anni 80. Ma in realtà non ho mai scritto come si scriveva in quegli anni. I Duran Duran facevano anni 80. Il mio Sound era il Dada Rock, il dada Punck Rock che non è solo degli anni 80. C’è stato anche in quegli anni ma esiste tutt’ora. Mi sento molto vicina ai Green Day, ai Cold Play a quel senso di musica. Come ero vicina all’inizio a Susan and the banshee, Sex Pistol e quel genere li che non è anni 80. Ho fatto anche la New Wave, ma alla Rettore. Mai un suono della batteria scontato anni 80 o la Disco. Specialmente, Nel mio ultimo Album “Caduta Massi” che è il compendio della mia carriera, tutti i nodi arrivano al pettine. Un album adolescenziale, pieno di energia e Pathos. Cosa che non trovo in giro. Trovo quasi più giovane Vasco Rossi che canta sono depresso, che fa ridere e diventa quasi un bambino.

 

 

CADUTA MASSI, UN INNO ALLA COMUNICAZIONE E ALLA SUA MANCANZA

Vasco per esempio mi ha di nuovo incuriosito a 59 anni con il suo outing nell’ultimo Album. Vado anche ad ascoltarlo a settembre e gli ho persino fatto un plauso quando gli ho chiesto dove ha trovato il coraggio di dire tutte quelle cose. Mi ha anche risposto che ce ne sarebbero milioni ancora da raccontare. Il mio album punta proprio a questa mancanza di comunicazione che c’è nei nostri tempi che è tangibile e molto evidente.

 

 

SARANNO IN MOLTI AD AVERTELO CHIESTO. KOBRA, UN TUO GRANDISSIMO SUCCESSO. COSA TI HA ISPIRATO ALL’EPOCA?

Ci sono altri e tantissimi brani. Io sono la cantante del Serpente in Italia. Io sono una che ghigna. Quando è uscito Kopra mi hanno messo sulla graticola e sequestrato il disco. E per ripicca gli ho fatto LAMETTE. I bambini sono dispettosi (sorride). Kobra è una canzone difficile. Sia come musicalità, che per altro. Una mia collega sentendo gli acuti di questo pezzo mi dice che lei la voce non avrebbe il coraggio di “scassarla” (forzarla con toni alti) come faccio io. Se fossi in te la parlerei. Non ti dico chi è, e molti mi dicono questa cosa. Provo sempre una grande emozione. Adoro sentirla cantare dalla gente, dal pubblico. Adoro quando sbagliano le parole o che se le inventano. “Tu sei la canzone preferita del mio ipode” mi ha detto un bambino di 6 anni. Chi fa l’artista non invecchia.

 

 

GLI ARTISTI OGGI DURANO SOLO UNA STAGIONE. PERCHE SECONDO TE?

Adoro l’underground italiano. Sto aiutando un giovane artista napoletano rapper che finalmente, non fa la politica rappando e trova lo spunto ironico e la battutina per i suoi pezzi. Duetta con me su tre pezzi in un 45 giri uscito recentemente in 500 copie che sono già andate a ruba. Abbiamo mixato Lamette, è molto bella ed è un grande successo.

 

 

PROSSIMO APPUNTAMENTO

Devo imbiancare la casa. Sto rimandando da troppo tempo e vorrei dediarmi a questo. C’è l’abitudine di credere che gli artisti

 

 

QUANTO TI SENTI TRASGRESSIVA?

Ma quale trasgressiva. Tutt’altro. Sono trasgressiva, o meglio faccio la trasgressiva perche mi piace ridere. In tutto vedo sempre una buona dose di ironia. Stamattina per esempio io e mio marito Claudio, che scrive le mie canzoni, ci siamo svegliati depressi. Siamo tornati tardi da un’altra serata disco italiana. Ho cantato tutto il disco 2011. La gente, i ragazzi lo cantavano perfettamente il mio pubblico che anni fa era composto da 12 enni oggi è cresciuto, e di anni ne ha 15

 

 

Intervista di Manuela Lenoci | Ufficio Stampa Lido Sabbiadoro |