RETE IMPRESE ITALIA: “PEGGIORAMENTI INATTESI SULLA RIFORMA DEL LAVORO”

Il testo che verrà portato alle Camere, appare diverso, e presenta peggioramenti pesanti per le imprese del commercio, terziario, dell’artigianato e del turismo, che prevedono aggravi di costi e rigidità nella gestione delle flessibilità in entrata.

COMUNICATO STAMPA :

Rete Imprese Italia esprime forte preoccupazione per il testo del provvedimento sulla riforma del lavoro che altera le scelte di un compromesso equilibrato che si era raggiunto nei giorni scorsi a palazzo Chigi. Un compromesso sofferto a cui avevamo dato il nostro assenso basandoci sull’esposizione del provvedimento che ci aveva fatto il Governo.

 

Il testo che verrà portato alle Camere, però, appare molto diverso, e presenta peggioramenti inattesi e pesanti per le imprese del commercio, terziario, dell’artigianato e del turismo, che prevedono aggravi di costi e rigidità nella gestione delle flessibilità in entrata. A partire dal cosiddetto ‘causalone’ del contratto a termine, che scompare solo per il primo contratto, la cui durata massima è stata limitata a sei mesi.  Inoltre, non è assolutamente condivisibile che venga snaturata la bilateralità, non valorizzandola tra i meccanismi di supporto ai fondi di solidarietà previsti per i settori privi di ammortizzatori sociali. Penalizzato anche il lavoro stagionale, che non sarà totalmente escluso dall’aumento di costi, con forti ripercussioni di tutte le imprese che operano nel e con il turismo.

 

Inoltre sono state introdotte limitazioni nel lavoro a chiamata e a progetto. In particolare appare incomprensibile e negativa la scelta di far pesare sulle imprese, in modo del tutto indifferenziato, il costo per l’Aspi che riguarda l’apprendistato. In questo modo – secondo Rete Imprese Italia – mentre a parole si enfatizza il ruolo dell’apprendistato per i giovani, nei fatti si penalizzano proprio quelle imprese che possono aprire le porte del lavoro alle giovani generazioni.

 

Il testo del provvedimento stabilisce inoltre assurdi incrementi contributivi per la gestione separata anche per coloro che sono iscritti ad altre gestioni previdenziali. Anche sulla flessibilità in uscita sono state introdotte procedure iperburocratizzate, come nel caso delle dimissioni.  Queste scelte risultano contrarie rispetto alla necessità di rilanciare la crescita e l’occupazione. Rete Imprese Italia chiede al Parlamento e al Governo un confronto per valutare in modo costruttivo e realistico le possibilità di modifiche e correzioni che sono necessarie per evitare che la riforma non produca effetti positivi ma anzi finisca per rendere ancora più pericolosa la fase recessiva”.

 

Roma, 5 aprile 2012 –  Fonte: Comunicato Stampa Confartigianato Imprese Italia

 

                        
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